Intervista a Giovanni Zanetti

INTERVISTA A GIOVANNI ZANETTI

ARCHITETTO DELLA NOSTRA CHIESA

a cura dei cresimati del 2010

Giovanni Zanetti

L’architetto che ha progettato e costruito la nostra Chiesa

Noi ragazzi dell’ottavo anno catechistico abbiamo incontrato l’architetto che ha progettato la nostra nuova chiesa, il signor Giovanni Zanetti. Don Ottavio aveva affidato l’incarico di fare il progetto della nostra chiesa a Zanetti nel periodo in cui, quest’ultimo, stava seguendo la costruzione degli edifici che oggi si trovano in via Beccaria e rivolti verso piazzale Parmesan da lui progettati. Tale incarico gli è stato dato perché è proprio lì che la nostra chiesa doveva sorgere, solo che, come ci ha detto don Ottavio, quel terreno non era ancora di proprietà della parrocchia.

 

Ma c’era bisogno di un’altra chiesa a Marghera? (L’architetto aveva appena finito di costruire quella della Cita.) E ci sarebbero stati i fondi necessari per la sua realizzazione? Queste erano le prime domande che Zanetti si era posto appena avuto l’incarico. Secondo lui, la chiesetta che la parrocchia aveva, l’attuale sala san Francesco, era già un luogo adatto alle celebrazioni e alla vita parrocchiale.

Zanetti andò dal patriarca per porgergli le sue perplessità, e quest’ultimo gli disse di fare un’indagine per capire se una nuova chiesa fosse davvero necessaria. Partecipando alle nostre celebrazioni ha visto che la comunità era viva, ben avviata ed unita e che le persone sarebbero state felici di avere una nuova chiesa. Tornato dal patriarca gli disse che i presupposti per la realizzazione di una nuova chiesa c’erano e quindi iniziò a progettarla anche se non c’erano grandi disponibilità economiche.

Così vennero superate le perplessità iniziali.

Ma prima di iniziare a progettare la nostra chiesa, dedicata ai Ss. Francesco e Chiara, l’architetto Zanetti andò a visitare i posti dove essi erano vissuti, per capire qual era il concetto di chiesa per san Francesco. Il posto che ha colpito di più il signor Zanetti è stato il monte de La Verna dove regnava un grande silenzio (noi siamo abituati alla confusione ed il silenzio è difficile da capire) , c’erano delle bellissime rocce e tanti alberi immersi in una grande luce. Queste sono le sensazioni che ha voluto si percepissero una volta eseguito il progetto.

Oggi, quando entriamo nella nostra chiesa ci colpisce il grande albero rappresentato da dei pilastri che confluiscono tra loro come se formassero un vero albero; la luce entra in chiesa attraverso le vetrate sia nella parte superiore ispirate al Cantico delle Creature, che dalla vetrata laterale che si affaccia sul bellissimo chiostro dove è presente un vecchio ulivo oltre che le statue di san Francesco e di santa Chiara; le rocce de La Verna sono rappresentate nelle due vele poste sopra l’ingresso principale e vogliono ricordare l’ingresso nella grotta dove san Francesco ricevette le stigmate. Questi elementi che sono stati rappresentati danno un senso di tranquillità e sono stati messi insieme perché, per l’architetto, era interessante quest’unione. Questi simboli danno un senso di silenzio e raccoglimento.

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INTERVISTA ALL’ARCHITETTO

1) PERCHÉ SULLA VETRATA CENTRALE SONO RAPPRESENTATE LE STIGMATE?

Con questa vetrata ho voluto ricordare che, durante la sua vita semplice, S. Francesco ha avuto un segno doloroso e significativo come le stigmate e così come esse hanno lasciato dei segni sul santo così la nostra fede dovrebbe lasciare un segno nella nostra vita.

2) PER LEI PROGETTARE UNA CHIESA E’ COME PROGETTARE UN EDIFICIO QUALSIASI? HA PROGETTATO ALTRE CHIESE? SE SI’ QUALI?

Progettare e costruire una casa è una cosa diversa che progettare e costruire una chiesa. La casa deve rispondere alle esigenze di chi la commissiona, la chiesa, invece, deve andare bene a tutti, è un luogo importante ed edificata secondo le esigenze di Dio. Ho progettato altre chiese: quella della Resurrezione nel quartiere Cita, la vostra e una a Roma che però non è mai stata costruita.

3) PERCHÉ NON HA MESSO UN VERO E PROPRIO CAMPANILE NELLA NOSTRA CHIESA?

Non l’ho messo perché il campanile ora non ha più il significato di una volta, quando era più alto di tutte le case e indicava il centro della città. All’inizio avevo pensato di erigerlo, ma poi ho visto che nessuna chiesa di Marghera ce l’aveva e così ho progettato solo una torre campanaria.

4) PERCHÉ C’E’ IL CHIOSTRO A LATO DELLA CHIESA?

Al posto del chiostro ci dovevano essere dei gradoni che formavano un piccolo anfiteatro dove si poteva fare catechismo e altre attività all’aria aperta, ma Don Ottavio ha detto di no perché quegli spazi avrebbero potuto essere usati in un modo inopportuno.

5) PERCHÉ SI E’ FATTO IL CONFESSIONALE COSI’ PICCOLO?

Ho pensato che la confessione è un momento intimo ed ha bisogno di un luogo intimo.

6) PERCHÉ IL PIAZZALE DELLA CHIESA NON E’ STATO COMPLETATO?

Perché i soldi non sono bastati a terminare i lavori.

 

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